|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Storia Una storia millenaria Quella dell’olivo è una storia antica che si perde nella notte dei tempi e si intreccia con quella dell’uomo. Siamo agli albori della civiltà, 4000 anni prima di Cristo, quando l’olivo, originario dell’Armenia, arriva in Palestina; nell’Egitto dei Faraoni è diffuso ovunque così come a Creta. Grazie ai Fenici, i grandi commercianti di olio dell’antichità, il prezioso liquido arriva in Grecia dove conosce il massimo splendore: alimento base, è anche l’utilizzo per le sacre iniziazioni, viene usato come combustibile per le lampade e serve per massaggiare la pelle prima della lotta in palestra. La fortuna dell’olio continua anche in epoca romana: i popoli vinti devono fornire tributi in olio a Roma che ha organizzato le regioni meridionali in province olearie. Ma il crollo dell’Impero segnala la fine della coltivazione dell’olivo; l’antica pianta sopravvive solo intorno ai conventi e nei feudi fortificati che sorsero soprattutto in Toscana. L’Italia dei Comuni ha di nuovo bisogno di olio: nel 1100 gli oliveti ripresero a diffondersi, la Toscana divenne un centro im-portante per la coltivazione ed emanò severe leggi che regolamentavano la coltivazione dell’olivo ed il commercio dell’olio. Venezia e Genova cominciarono a commerciare quantità sempre maggiori di olio proveniente da tutti i paesi del bacino Mediterraneo. All’inizio del 1300, la Puglia diviene un enorme oliveto e olivi vennero piantati in diverse regioni italiane. Le guerre del 1400 segnarono una crisi per la produzione, ma tale crisi fu passeggera, l’olio tornò in breve tempo ad essere protagonista sulle sfarzose tavole rinascimentali. L’olio italiano comincia a distinguersi come il prodotto più pregiato. Dopo una stasi attorno al 1600 dovuta alle forti tasse imposte sulla produzione dell’olio durante la dominazione spagnola, questa riprese a crescere nel ’700 in seguito allo svilupparsi del libero mercato e all’esenzione di tasse sugli uliveti. Nell’800 gli uliveti si estendono sempre di più grazie ai premi in denaro garantiti dallo Stato Pontificio. Per molti secoli, la produzione di olive e di olio è rimasta un’attività familiare; la situazione mutò all’inizio del ’900: lo sviluppo della raffinazione industriale dell’olio vegetale fece aumentare notevolmente la produzione complessiva e l’esportazione mondiale di olio. Alla fine degli anni Settanta gli studi nutrizionali condotti da alcuni scienziati americani iniziarono a far apprezzare i vantaggi di una Dieta Mediterranea anche in quei Paesi che tradizionalmente utilizzavano altri oli o grassi alimentari. Questo enorme aumento dei consumi ha stimolato negli ulti-mi anni la coltivazione dell’olivo anche in Paesi fino ad ora estranei a questo tipo di coltura. Oggi si calcola che nel mondo esistano più di 800 milioni di piante di olivo coltivate e, anche se quasi 700 milioni di piante sono nel bacino del Mediterraneo, crescono olivi in Sud America, Australia, Oceania e Cina.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||