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Coltivazione biologica
Prima di tutto é bene chiarire una cosa: agricoltura
biologica non vuol dire " non fare... non usare... non
guadagnare!
", anzi l'agricoltore biologico deve imparare a comprendere i vari
processi, scambi, equilibri
e relazioni presenti in natura, fino a
organizzare la propria azienda in modo da produrre meglio con il
minore
impatto negativo sociale o ambientale. L'azienda
agricola biologica va vista come un organismo
ecologicamente completo, non
basta semplicisticamente dire che adotta un "metodo colturale che non
fa
uso di prodotti chimici di sintesi", gestirla implica una serie di
conoscenze approfondite e tanta pazienza.
Per il ripristino della fertilità
dei terreni si utilizzano metodi come il sovescio (per apportare
naturalmente
grosse masse di sostanza organica vegetale a terreni poveri di
humus) e la rotazione delle coltivazioni
(per permettere al terreno di
rigenerarsi approfittando della cessione spontanea di certe sostanze come,
ad esempio, l'azoto da parte di
certe piante tipo le leguminose), per arrivare al termine di una produzione
si rispettano i cicli naturali delle piante e degli animali (non sono
permessi cicli "forzati" per ottenere le
zucchine in gennaio o due
uova al giorno dalla stessa gallina), e tutto questo richiede prima di tutto
un
fattore che oggi è il più ricercato e il più caro, il tempo.
Rispettare i tempi naturali della crescita di un
pomodoro, significa
attendere almeno tre mesi dalla sua semina e poterlo gustare fresco e
saporito solo
durante la stagione calda. L' agricoltura convenzionale ci ha
ormai abituato a poter mangiare qualsiasi
cosa quando ne abbiamo voglia ma
ci ha anche fatto dimenticare il vero gusto dei nostri frutti e delle nostre
verdure, senza tralasciare il fatto che per ottenere un prodotto fuori
stagione vengono utilizzate sostanze che
alla lunga sono estremamente dannose per noi stessi e per l'ambiente
in cui viviamo. So di sfondare una
porta aperta, ma purtroppo la quotidianità,
la fretta e la pigrizia a cambiare le proprie abitudini ci permettono
difficilmente di mettere in pratica le buone intenzioni. Il produttore biologico vero, deve avere una visione
globale
degli ecosistemi; il terreno coltivato è un "sistema" complesso
del mondo in cui viviamo, dove
sussistono una serie di equilibri come il
ciclo delle sostanze nutritive, la presenza di prede e predatori, la
competizione fra vegetali etc, che va "gestito", non
"sfruttato", uno dei fondamenti del biologico è che non si
nutre
la pianta ma si nutre il terreno! Nella coltivazione dei nostri olivi noi adottiamo in
pieno i sistemi etici e
pratici dell'agricoltura biologica. Le concimazioni
vengono effettuate solo con sostanza organica di origine
naturale e con
sovesci. I trattamenti vengono fatti con
dosi minime di rame e zolfo, e solo se strettamente
necessari. Il controllo
degli insetti dannosi viene attuato prima di tutto cercando di ricreare un
ambiente ricco
di uccelli utili e insetti antagonisti in modo da
ripristinare un equilibrio naturale; là dove questo non basta,
specialmente
per la lotta alla mosca dell'oliva ( Dacus Oleae), cerchiamo di coprire i frutti con una soluzione
di
acqua e caolino, ad esempio, per scoraggiare l'ovideposizione, si appendono
poi agli alberi delle trappole
feromoniche
che, creando una confusione sessuale fra l'insetto maschio e quello femmina, evitano
l'accoppiamento, oppure mettiamo delle trappole attrattive
avvelenate. Tutto questo, visto l'utilizzo di prodotti
naturali la cui
caratteristica é la breve persistenza, implica un enorme lavoro in campo,
un monitoraggio
pressoché continuo per combattere gli attacchi nel momento
del reale bisogno. In agricoltura convenzionale
tutto si risolve in una
maniera molto più semplice, bastano infatti pochi trattamenti all'arrivo
della mosca con
il potente
" dimetoato"per
starsene tranquilli, uccidere la mosca e tutto ciò che la circonda e
salvare il raccolto.
In alcune vaste zone dell'isola di Creta, dove per anni
l'attacco della mosca dell'oliva metteva a rischio i raccolti,
hanno visto
che l'utilizzo di metodi biologici hanno ridotto naturalmente la dilagazione
di questo insetto grazie
all'incremento spontaneo di uccelli e insetti
antagonisti. Questo piccolo, quasi insignificante meccanismo già
ci
dovrebbe bastare per riflettere sulla propria individuale salute e su quella
del mondo al quale tutti diciamo di
tenere tanto, di cui tanto discutiamo ma
per cui pochi sono disposti a fare i primi passi per migliorarne la
condizione.
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